Sommersi da una valanga di emoji

Pochi giorni fa messaggiavo su WhatsApp con un’amica e la conversazione viaggiava più o meno su questo binario:

G: Con la mascherina puoi permetterti di fare la linguaccia a chi ti rompe le balle! Tu appari così 😷 ma in realtà sei così 🤪
F: Che belle le emoji, chissà quale origine hanno? 🤔

Un interessante spunto di un’interessante conversazione che mi ha portato a riflettere sul binomio Emoji e Social Media Marketing. Mille domande si sono susseguite: Quale origine hanno le emoji? Quali sono le più utilizzate? Quali meno? Qual è l’emoji più utilizzata in Italia ed è la stessa più utilizzata anche dall’altra parte del mondo? Posso utilizzare le emoji nella mia strategia di Social Media Marketing?

Ho cercato le risposte ed eccole di seguito 👇🏻 (mmm, ho già spoilerato l’ultima risposta!)

Quale origine hanno le emoji?

Piccola premessa, le emoji sono le figliolette delle emoticon. Per noi ragazzi degli anni ’90 la differenza è chiarissima, abbiamo abusato sia delle une che delle altre; le emoticon hanno origine da una combinazione di caratteri già esistenti mentre le emoji sono delle semplici immagini che possono essere considerate come delle emoticon tridimensionali.

Il primo personaggio importante che ha voluto fare il fighetto e utilizzare un’emoticon è stato niente di meno che Abraham Lincoln a metà dell’Ottocento. In alcuni suoi documenti ufficiali sembra ci siano segni di interpunzione che simulano la faccina che fa l’occhiolino. Molto probabilmente fu un errore di battitura della segretaria ma a me piace pensare che avesse voluto ammiccare.

Negli anni ’80 e ’90 l’uso delle emoticon si diffuse in maniera massiccia. Apple nel 2011, le incluse nella tastiera dell’IPhone e da quel momento in poi ci fu una crescita esponenziale e il design delle stesse si evolse parecchio. Attualmente sono 2.666 le emoji dell’Unicode Consortium, un’associazione no profit formata da aziende, tra le quali anche Facebook e Google, che stabilisce gli standard che devono rispettare le nuove emoji.

Quali sono le emoji più utilizzate?

Secondo un recente studio di Facebook l’emoji più usata è quella che sorride con le lacrime di gioia; poi troviamo la faccina con gli occhi a cuore e al terzo posto la faccina che manda il bacio con il cuore. Nella classifica delle 10 emoji più usate al mondo l’unica non-faccina è il cuore rosso.

Le 10 emoji più usate
Le 10 emoji più usate

Qual è l’emoji più utilizzata in Italia ed è la stessa più utilizzata anche dall’altra parte del mondo?

Che domande, noi italiani, da buon popolo latino, caloroso anche sui social, preferiamo l’emoji che manda il bacio. Peculiarità che condividiamo con gli spagnoli. Gli inglesi invece preferiscono quella con le lacrime di gioia, eh facile, sono sempre sbronzi! (abbasso i pregiudizi 😅). I francesi invece, sofisticati come sono (altro pregiudizio), preferiscono l’emoji con l’occhiolino. Molto calienti ovviamente i sudamericani, in Messico e Brasile si scambiano moltissimo l’emoji con gli occhi a cuore. 

L'emoji preferita nel mondo
L’emoji preferita nelle varie parti del mondo

Quali sono le emoji meno utilizzate?

Il tool Emojitracker analizza le emoji più utilizzate in tempo reale su Twitter, scoprendo quelle più diffuse possiamo anche vedere quelle che vengono utilizzate pochissimo. Andando in fondo alla classifica, il disgraziato trono se lo contendono il simbolo dell’acqua non potabile, l’emoji ABCD che indica l’alfabeto latino, e infine, “the Oscar come ciofeca goes to” all’emoji (poco) nota come “input symbol for symbols”!

Le emoji meno utilizzate
Le emoji meno utilizzate (aggiornamento al 16/06/2020)

Posso utilizzare le emoji nella mia strategia di Social Media Marketing?

Mi occupo dei social media di una casa editrice che edita riviste tecniche in ambito B2B, il contesto è abbastanza formale ed è meglio evitare l’uso dell’emoji che manda il bacino o altre troppo confidenzali. Quando condivido un post oppure rispondo a un commento di un lettore, mi limito al pollice in su o, al massimo, all’emoji che sorride sempre usata con parsimonia.

Nel caso in cui lavorassi per un’azienda in stile Ceres, da sempre orientata al divertimento e all’ironia e che si rivolge principalmente a un pubblico parecchio giovanile, potrei scatenarmi e mitragliarvi di emoji. Bisogna però essere sempre coerenti al proprio brand e ai valori che vogliamo (e dobbiamo soprattutto) esprimere. L’utilizzo di emoji troppo azzardate potrebbe risultare fuori contesto, indecoroso, potrebbe distrarre il lettore dal messaggio e causare malintesi.

Esistono infatti talmente tante emoji che non tutte appaiono di immediata comprensione, molto spesso si può incappare nell’ambiguità. Esiste una sorta di Wikipedia per emoji, si chiama Emojipedia, che è uno strumento utile che può evitarci errori e/o fraintendimenti. 

Per concludere, il mio motto preferito rimane sempre less is more, in qualsiasi strategia di Social Media Marketing, sia nel settore B2B che in quello B2C, le emoji sono divertenti e creano empatia con il lettore o cliente ma io andrei sempre parecchio cauta sul loro utilizzo.

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